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ALCUNI CENNI SUL "PROGETTO PASCOLI"
L'idea è quella di tentare un volo che spicchi dalla poesia di Giovanni Pascoli. Il perché di Giovanni Pascoli è molto semplice,(come lo sono stati i perché di tutti gli altri lavori precedenti) è lui che si è imposto e non è stato scelto.
Ho in casa una vecchia raccolta di tutte le poesie del Pascoli, che era di mia madre, acquistata da lei nel '44, passandovi davanti un giorno dell'estate scorsa ebbi l'impressione che quei volumi mi chiedessero di aprirli, quasi mi dovessero rivelare il segreto; io Pascoli, in quei libri, lo avevo già letto ed amato, così non esitai ad afferrare uno di quei volumi ed apertolo lo lessi e quella poesia mi parlò come non aveva mai fatto e sentii che quelle parole erano le parole che sentivo, le glosse mi si disvelarono, ora non più segrete divenivano necessarie per me come atto pronunciatorio; rispecchiavano il mio stato d'animo ed è così, molto semplicemente ,così, che è nata la voglia di far parlare ancora una volta questo enorme poeta, di far parlare il morto e di parlare con la sua lingua morta.
Pascoli è il poeta delle nostre radici; non perché parla e poeta sulle campagne e sul lavoro contadino ma, perché è poeta del cuore , poeta del semplice , poeta della morte , che si fa grandioso, perché è poeta che traduce la vita fuori dal materialistico schiacciante fuori dal linguaggio oggettivo, che ci separa da noi stessi, egli porta in se le tradizioni della voce come qualcosa di vitale, non come mero patrimonio storico, non filologicamente, ma come eredità morte tramite le quali è possibile, rievocandole, resuscitare a noi stessi, egli pone l'antico (morto) come fondamento vitale per un rinnovarsi forte dello spirito umano.
Noi Teatrino Clandestino nel nostro "pensare" sentiamo necessarie queste cose e riteniamo che il nostro lavoro debba rispecchiare il più fedelmente possibile il nostro sentire per poter essere sinceri nell'operare.
Dopo sei anni di attività continuata, nel corso dei quali la nostra professionalità e il nostro valore artistico è andato crescendo e riconosciuto da altri artisti, ci siamo sentiti di poter domandare un aiuto finanziario al Comune a cui apparteniamo per poter fronteggiare almeno in parte le difficoltà economiche che l'allestimento di uno spettacolo richiede, essendo che l'attività teatrale gode di molti disagi e di assai pochi agi.
E' arduo entrare più dettagliatamente in quello che sarà il lavoro inquanto, non si hanno dei parametri fissi ne delle mete identificabili se non quella di creare uno spettacolo usando le parole (glosse) di Pascoli; il lavorare, tagliare, cucire, costruire, distruggere, ricomporre, etc. decreteranno la forma finale dello spettacolo che é solo il lato esteriore di un lungo percorso di ricerca; si pensa infatti di cominciare le prove il mese di maggio avendo così dedicato quasi un anno intero allo studio dell'opera pascoliana.
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