R.A.P. (Resuscitato Amleto Parla)


Qui comincia la vera storia di Amleto;
il giovane conversatore; colui che parlava con i fantasmi.
Non resta che chiamarli così.
Entrano ed escono, si compongono e si smaterializzano.
Evanescenza pura di poesia pura; che ha il potere di percorrere il tempo orzzontalmente senza soluzioni d' epoca.
Egli non nacque mai e non morì mai ma, resuscitò infinite volte.
Egli ci è dato come essenza di dramma.&egraE' una piaga, una paura, una lebbra, una bugia, un Golia che sbarra la strada verso la soluzione.
Egli è dentro; come un morbo si aggira nelle viscere.
E più ci si addanna a nasconderlo, a vergognarsi di lui, più egli si fa sconvolgente e terrorizzante.
Egli è il gene primario della modernità.
C' è risposta alla sua ressurrezione continua, perpetua , ripetuta?
Il teatro è caduco, il suo fluire è un susseguirsi di decessi e di resurrezioni.
Così Amleto il giovane narratore di una storia che contiene tutte le storie, urlando da dentro di noi, risorge e parla e ciò che dice fa paura poiché è mito e il mito ci sfugge, ci sfugge come come essenza di fede, come meta ultima.
Amleto, il giovane visionario, ci incarna e nel suo flusso di parole, il cui significato è così recondito da poter essere percepito solo nella sua globalità poetica, sta nascosta la spaccatura in cui l'uomo si dibatte.