SI PREGA DI NON DISCUTERE
DI CASA DI BAMBOLA

In questo lavoro la necessità principale è quella di confrontarsi con una forma, una forma che nel suo essere è portatrice di contenuti altrimenti difficilmente esprimibili, quando parlo di contenuti non mi riferisco ai contenuti narrativi (della storia narrata), bensì ai contenuti che la forma stessa nella sua specifica natura, porta in sé .
La forma in questo caso, la struttura principe, è il dialogo ed è proprio sulla struttura dialogica che ci interessa indagare.
Il dialogo come forma precisa, nella sua struttura a relazioni è portatore di contenuti, crea un dinamismo di sostanza diverso dal monologo o dal lirico, la sua potenzialità sembra rivelarsi nel sistema di relazioni che va creando nel suo dipanarsi; questo sistema è peculiare e con esso lo sono i suoi contenuti ed è questo che ci interessa indagare.
Più che dire qualche cosa di preciso ci interessa far affiorare (evocare) i significati che questa forma ha in sé, “l’Enrik Ibsen, all’infuori di poche liriche, non ha scritto mai altro che drammi tanto il drammatizzamento gli era spontaneo, naturale e necessario.”
In queste brevi righe Croce (forse anche non ponendosi questo fine) rileva la necessità del contenuto intrinseco della forma ancor prima del contenuto esprimibile con la forma, evidenziando che essa possiede già un suo contenuto ed è questo che ci interessa indagare.