Teatrino Clandestino
Prima l'immagine poi il titolo
special project Netmage 03.
Quando ero bambino avevo terrore del buio, nel buio vedevo apparire forme e figure e mi spaventavo; per lunghissimo tempo ho continuato ad aver paura del buio e delle immagini in esso contenute, circa fino a 18 anni, poi ho cominciato a convivere con queste apparizioni che non sono apparizioni del sonno, del sogno, ma fantasmi della veglia non sono però allucinazioni, lo stare davanti al buio, il buio stesso, si trasforma nello schermo di proiezione delle mie visioni interiori, al buio posso vedere ciò che il velo della luce mi impedisce, ed impedisce ai più, di vedere.
Si usa comunemente il termine illuminare intendendo l’accesso ad una nuova visione, alla capacità di vedere ciò che prima era oscuro, nelle tenebre. Forse può apparire inconsueto, ma ho sempre trovato più visioni nell’oscurità, nel buio, è al buio che mi s’ illuminano i soggetti che poi ho cominciato a portare con me in teatro (credo si tratti di un’attitudine estrema all’estroversione).
Nel buio non sono le immagini luminose del modo esterno a venire verso di te, nel buio appaiono le immagini che tu proietti nel mondo; di questo modo di procedere si può dire che non è naturalista o non è realista, ma è già più difficile dire che cosa e’.
Ora in questo piccolo mondo di paure e visioni percepisco un’affinità, per la qualità della paura, con il tema delle Madri Assassine, che più di ogni altra cosa sono ORCO.
“prima l’immagine poi il titolo” è un’esercizio tecnico formale in cui si cerca di riprodurre (non tanto come copia quanto come impressione) il processo visivo del mio cinema dell’oscuro, la dramaturgia è qui seconda alla tecnica perchè così deve essere in questo esperimento, l’intento è quello di portare ad un ancora più estremo punto di convivenza e confusione, il reale nel suo elemento umano e l’irreale nel suo elemento di immagine proiettata, spingendo il teatro verso la bidimensionalità e le proiezioni verso la tridimensionalità.
“prima l’immagine poi il titolo” segna anche la prima tappa del nostro cammino sul tema de “le madri assassine” .